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Moda Sonia Rykiel usata in qualità autenticata

Sonia Rykiel di seconda mano

Pensate e realizzate per una donna che vuole riappropriarsi della propria sensualità e sentirsi avvolta dall’abbraccio di abiti comodi e rispettosi del corpo di chi li indossa, le creazioni di Sonia Rykiel sono un inno alla femminilità e alla libertà. Scoprine di più sulla marca Sonia Rykiel >

Sonia Rykiel Seconda mano

Sonia Rykiel , stilista (quasi) per caso

Narra la leggenda personale di Sonia Rykel (ma il suo vero cognome era Sonia Flis) che la sua carriera di stilista nacque per un’esigenza, per così dire, contingente: era il 1962, era incinta e non riusciva a trovare vestiti abbastanza comodi, così decide di disegnarseli da sola. Così, a 32 anni (era nata a Parigi nel 1930), la donna che fino a quel momento era stata coinvolta nel mondo della moda come vetrinista per un negozio di tessuti cominciò una carriera che l’avrebbe portata nel gotha della moda. La fama, in effetti, fu quasi istantanea; merito di una delle sue prime creazioni, il maglione Poorboy, che le fece guadagnare la copertina di Elle e il successo internazionale. Nel 1968 arriva il momento di aprire la prima delle sue boutique, in Rue de Grenelle, mentre gli anni ’70 sono quelli della consacrazione definitiva a “regina del tricot”, un titolo che le viene attribuito dalla rivista Women’s Wear Daily: un attestato alla sua cifra stilistica, che si manifesta in modelli dalle linee morbide in angora, mohair e jersey. Fu nel 1978 che coniò il termine “demodé”, ad attestare la sua insofferenza alle regole prestabilite dalla moda dell’epoca.

La sensualità della lana

La donna disegnata dall’abbigliamento Sonya Rykiel è sexy e chic al tempo stesso, grazie ai pullover, agli abiti, ai pantaloni e alle gonne che crea esaltando le caratteristiche insite nella maglia ma al tempo stesso sperimentando piccole e grandi variazioni sul tema, come per esempio le cuciture portate all’esterno, i tagli asimmetrici e l’assenza di orli. Viene anche indicata come la prima a proporre dei capi in lana stampati, ispirandosi al surrealismo e al dadaismo, mentre per quanto riguarda i colori, partendo dal nero - il suo “colore” feticcio - si sposta sul beige, sul grigio, sul blu scuro e sul carbone. Un altro punto fisso della moda Rykiel è lo stile marinaro, nella sua versione raffinata French Riviera, che continua a fare capolino nelle sue proposte. Anche se successivamente sarà la volta delle collezioni per bambini e per uomini, la donna è sempre al centro dell’attenzione della stilista, che infatti lancia una linea di borse Sonya Rykiel, che diventano presto molto popolari, anche grazie alla pubblicità indiretta che star del calibro di Brigitte Bardot e Audrey Hepburn fanno al marchio, diventandone affezionate clienti. Successivamente, arriverà anche il momento delle scarpe e dei gioielli Sara Rykiel, per completare un look confortevole, sensuale e raffinato al tempo stesso.

Il testimone passa alla figlia, la moda di Sonia Rykiel continua

Nel 1978 inizia una nuova era all’intero della casa di moda: con l’esordio (da modella!) della figlia Nathalie, entra in scena la seconda generazione dei Rykiel, e in poco tempo, scalando le gerarchie interne, Nathalie arriva a ricoprire incarichi di responsabilità crescente, fino a diventare presidente e direttore artistico. Intanto, Sara si dedica alla scrittura, divenendo una scrittrice apprezzata, per poi passare alla musica, collaborando addirittura con il celebre Malcom McLaren, il fondatore dei Sex Pistols. Comparirà anche nel film del 1994 Prêt-à-Porter, di Robert Altman, interpretando sé stessa. Il momento culminante della sua straordinaria carriera arriva nel 1985, con il conferimento dell’onorificenza della legion d’Onore. Sara Rykiel morirà nel 2016, dopo che nel 2012 aveva rivelato di essere da tempo affetta dal morbo di Parkinson. A ricordarla ci sono sempre i suoi vestiti e quelli firmati oggi da Nathalie, fedele alle consegne materne ma anche capace di imporre uno stile più giovane e personale.

“Fashion fades, only style remains.”

Coco Chanel